Fine dei 60 giorni senza visto in Thailandia

Thailandia: la fine annunciata del soggiorno senza visto di 60 giorni, ritorno a 30 giorni

13 febbraio 2026 — SoTourism Travel

La Thailandia si prepara a ridurre la durata del soggiorno senza visto da 60 a 30 giorni, segnando una svolta importante nella sua politica migratoria turistica.

Durata del soggiorno in Thailandia senza visto

La politica di ingresso in Thailandia potrebbe presto cambiare per milioni di viaggiatori. Secondo il Bangkok Post, le autorità prevedono di ridurre la durata dell’esenzione dal visto, attualmente fissata a 60 giorni, per tornare a 30 giorni come prima del 2024. Questa misura riguarderebbe i cittadini di 93 Paesi e mira soprattutto a rafforzare i controlli migratori e a limitare gli abusi legati ai soggiorni prolungati. Il governo assicura tuttavia che l’impatto sul turismo resterà limitato, poiché la maggior parte dei visitatori lascia il Paese entro un mese.

🧭 L’essenziale: cosa cambierà per i viaggiatori in Thailandia

  • ⏳ La durata del soggiorno senza visto dovrebbe passare da 60 a 30 giorni per i cittadini di 93 Paesi.
  • 🛂 Obiettivo dichiarato: contrastare gli abusi, in particolare le attività illegali e l’uso improprio dello status turistico.
  • 💰 Le estensioni a pagamento resteranno possibili (circa 1.900 baht per altri 30 giorni).
  • ✈️ Secondo le autorità, l’impatto sul turismo sarà limitato, poiché la maggior parte dei visitatori resta meno di 21 giorni.
  • 🚨 I controlli contro i visa run e gli ingressi ripetuti sono già stati rafforzati dalla fine del 2025.

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🇹🇭 Thailandia: verso la fine del soggiorno senza visto di 60 giorni

Una riforma in discussione che potrebbe cambiare le abitudini di viaggio nel 2026

Dall’estate 2024, la Thailandia ha dato una forte spinta alla sua attrattività turistica consentendo ai cittadini di 93 Paesi di soggiornare fino a 60 giorni senza visto. Una misura accolta favorevolmente dai viaggiatori, dai professionisti del turismo e da tutti coloro che amano prendersi il tempo per scoprire il Paese, da Bangkok alle isole del sud passando per il nord montuoso.

Ma all’inizio del 2026 si profila un cambio di rotta. Le autorità thailandesi stanno seriamente valutando un ritorno a un soggiorno senza visto di 30 giorni, come avveniva prima del 2024. L’obiettivo dichiarato: rafforzare i controlli migratori, limitare alcuni abusi e allo stesso tempo mantenere una politica di accoglienza favorevole al turismo internazionale.

⚠️ Importante: allo stato attuale si tratta di un progetto in fase di esame, non ancora di una regola ufficialmente in vigore. Per ora resta applicabile la durata di 60 giorni, ma la riforma potrebbe essere adottata nei prossimi mesi.

 

Perché la Thailandia valuta di ridurre la durata del soggiorno senza visto?

Il regime dei 60 giorni senza visto ha chiaramente aumentato l’attrattività del Paese. Tuttavia, le autorità hanno constatato che questo sistema talvolta viene deviato dal suo scopo turistico. Alcuni visitatori utilizzano questi lunghi periodi per restare a lungo nel territorio senza un visto adeguato, moltiplicare gli attraversamenti di frontiera (i famosi visa run) o svolgere attività che non corrispondono a un semplice soggiorno turistico.

L’idea del governo è quindi di tornare a un quadro più rigoroso, senza però chiudere la porta ai viaggiatori. Riducendo la durata senza visto a 30 giorni, le autorità ritengono che sarà più semplice:

  • controllare meglio i flussi di entrata e uscita,
  • limitare gli abusi legati ai soggiorni prolungati,
  • incoraggiare i visitatori che desiderano restare più a lungo a scegliere un visto adatto alla loro situazione reale.

Questo approccio vuole essere pragmatico: il turismo resta una priorità nazionale, ma in un quadro ritenuto più controllato.

 

Un impatto limitato per la maggior parte dei turisti

In pratica, questa eventuale riduzione dovrebbe cambiare poco le abitudini della maggior parte dei viaggiatori. Le statistiche di affluenza mostrano che la grande maggioranza dei turisti soggiorna in Thailandia meno di tre settimane. In altre parole, per un viaggio classico di 10, 15 o 20 giorni, passare da 60 a 30 giorni senza visto non cambia assolutamente nulla.

I profili potenzialmente interessati sono soprattutto:

  • i viaggiatori di lungo periodo,
  • gli appassionati di slow travel,
  • alcuni nomadi digitali,
  • o le persone che trascorrono diversi mesi nel Sud-Est asiatico utilizzando ingressi successivi senza visto.

Per loro, la riforma implicherebbe semplicemente anticipare un po’ di più: o richiedendo un’estensione in loco, oppure scegliendo un visto più adatto prima della partenza.

 

Estensione del soggiorno: cosa dovrebbe restare possibile

Anche se la durata senza visto scendesse a 30 giorni, le estensioni dovrebbero restare possibili presso l’immigrazione thailandese. In concreto, un viaggiatore che entra senza visto potrebbe:

  • restare 30 giorni all’arrivo,
  • poi richiedere in loco una estensione di altri 30 giorni, pagando una tassa amministrativa (circa 1.900 baht).

Questo consentirebbe quindi di soggiornare fino a 60 giorni in totale, ma con una procedura amministrativa intermedia.

Per soggiorni ancora più lunghi, esistono già altre opzioni: visto turistico classico, visti di lunga durata o soluzioni specifiche a seconda del profilo del viaggiatore.

 

E i controlli all’ingresso in Thailandia?

Parallelamente a queste discussioni sulla durata del soggiorno senza visto, la Thailandia ha rafforzato le sue procedure di ingresso nel territorio. Dal 2025, i viaggiatori devono in particolare compilare una formalità digitale prima della partenza.

Si tratta di la carta di arrivo online per la Thailandia, un documento obbligatorio da compilare prima dell’imbarco. Questa procedura consente alle autorità di anticipare meglio gli arrivi, rendere più fluidi i controlli all’immigrazione e rafforzare la sicurezza alle frontiere.

Per i viaggiatori, si tratta soprattutto di una formalità da non dimenticare:

  • è semplice da compilare,
  • ed è indispensabile per evitare qualsiasi problema all’arrivo.

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Visa run, abusi e nuove priorità

Uno dei punti che ha motivato l’attuale riflessione riguarda i visa run, ovvero queste rapide uscite dal territorio seguite da un rientro quasi immediato per ottenere un nuovo timbro di ingresso. Se questa pratica è stata a lungo tollerata, oggi è sempre più controllata, e in alcuni casi rifiutata.

Riducendo la durata del soggiorno senza visto e rafforzando i controlli, le autorità cercano di:

  • scoraggiare i soggiorni quasi permanenti mascherati da turismo,
  • distinguere meglio i veri turisti dalle persone che in realtà dovrebbero disporre di un altro tipo di visto,
  • e chiarire le regole del gioco per tutti.

Per i viaggiatori in buona fede, questo si traduce soprattutto in maggiore chiarezza e prevedibilità nelle procedure.

 

Cosa devono fare i viaggiatori in pratica?

Finché la riforma non sarà ufficialmente adottata, la regola attuale dei 60 giorni senza visto resta in vigore. Tuttavia, è chiaramente consigliato:

  • tenersi informati sugli annunci ufficiali,
  • verificare le condizioni di ingresso prima della partenza,
  • compilare la carta di arrivo online nei tempi previsti,
  • e riflettere sulla durata reale del proprio soggiorno.

👉 Se il tuo viaggio dura meno di 30 giorni:

Non cambia nulla, anche se la riforma entrerà in vigore.

👉 Se il tuo viaggio dura tra 30 e 60 giorni:

Probabilmente sarà necessario prevedere un’estensione in loco.

👉 Se il tuo soggiorno supera i 60 giorni:

È meglio anticipare un visto adeguato prima della partenza per evitare brutte sorprese.

 

Una Thailandia sempre aperta ai viaggiatori

È importante sottolinearlo: questa evoluzione non rappresenta un inasprimento contro i turisti. Al contrario, la Thailandia resta uno dei Paesi più accoglienti dell’Asia, con un’offerta di visti varia e una chiara volontà di restare una destinazione di primo piano del turismo mondiale.

La filosofia sembra piuttosto essere la seguente:

  • facilitare l’ingresso dei veri turisti,
  • evitando allo stesso tempo che il regime senza visto venga utilizzato per aggirare le regole.

In questo senso, il ritorno a 30 giorni senza visto si inserisce più in una logica di equilibrio che in una chiusura.

Avete dei dubbi?

Scoprite se la vostra domanda ha già ricevuto una risposta nell'elenco seguente

No, al momento la regola dei 60 giorni senza visto è ancora in vigore. Le autorità thailandesi hanno annunciato di lavorare a una riforma per tornare a 30 giorni, ma non è stata ancora confermata alcuna data ufficiale di applicazione. Si tratta quindi di un cambiamento in discussione, che i viaggiatori dovrebbero monitorare prima della partenza.

La maggior parte dei turisti non dovrebbe essere interessata, poiché la maggior parte dei soggiorni in Thailandia dura meno di tre settimane. Tuttavia, i viaggiatori che restano più di un mese, come alcuni nomadi digitali o gli amanti dei lunghi soggiorni, dovranno probabilmente prevedere un’estensione del soggiorno o richiedere un visto adeguato prima della partenza.

Sì, anche se la durata senza visto verrà ridotta a 30 giorni, resterà possibile richiedere un’estensione del soggiorno presso l’immigrazione thailandese. Questa estensione consente generalmente di aggiungere altri 30 giorni pagando una tassa. Per soggiorni più lunghi, resterà comunque consigliato optare per un visto specifico prima del viaggio.

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